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martedì 16 maggio 2017

Fatima Bergogliana

Rassegna Stampa sulla "banalizzazione" di Fatima da parte di Papa Francesco che censura la visione dell'Inferno e la necessaria conversione per la salvezza

"mare di fuoco"; così la Madonna
mostrò l'Inferno ai veggenti di Fatima
Tanto avremmo da dire sullo scempio che Papa Francesco ha fatto di Fatima e dei messaggi della "Bella Signora", ridotti se così si può dire, ad un insulso buonismo "misericordioso". La Madonna che cent'anni fece vedere l'Inferno a tre bambini e che chiese conversione, sacrifici e penitenza, è stata ora zityita, in nome del "politicamente corretto".
E molto avremmo anche da dire su quello che il Papa non ha detto (la visione dell'inferno, la necessità della conversione e del sacrificio, l'esortazione dei pastorelli alla penitenza, ecc).
Ma dal canto nostro già ha detto molto e bene il nostro don Morselli nella sua "lettera ai tre pastorelli", su come il "vescovo di Roma" abbia liquidato il grido "PENITENZA! PENITENZA! PENITENZA" in una logoro e banale "messaggio di pace".

Lasciamo quindi la parola a persone più competenti e autorevoli di noi. 

Roberto
- Aldo Maria Valli, Il mistero di Fatima, dal suo blog, del 12.05.2017 (scrive prima della visita del Papa... forse presagiva? forse se lo sentiva...? comunque sia: ottimo come sempre!)

"...L’inferno, il timor di Dio, il rosario, la preghiera di riparazione, le anime del purgatorio, i sacrifici: i più anziani tra noi sanno che la Chiesa una volta parlava così, sanno che queste cose una volta erano dette e qualcuno ci credeva. Ma per un ventenne o un trentenne, ammesso che si ponga il problema, si tratta veramente di qualcosa di incomprensibile. Possibile che il nostro buon Dio possa trattarci così?
Fatima è un groviglio di questioni e di misteri, ma il mistero più grande, a ben guardare, è come possa stare assieme la Chiesa targata 1917, con l’inferno, le fiamme, il purgatorio, i sacrifici, il castigo e via dicendo, e la Chiesa targata 2017, che è tutto un perdonare, un incontrare, un misericordiare, un accogliere.
Badate bene: non sto dicendo che quella Chiesa là era migliore di questa qua. Il problema è molto complicato e non sarebbe serio pensare di affrontarlo in poche battute. Sto dicendo che provoca una sensazione un po’ strana vedere una Chiesa che va a celebrare Fatima ma nello stesso tempo è diversissima da tutto ciò che Fatima rappresenta..."
- Antonio Socci, Ha distrutto anche Fatima, dal suo blog, 13.05.2017. Ottimo e duro - e ne ha ben donde - anche Socci:
"...E’ il discorso alla veglia di venerdì sera (la benedizione delle candele) quello decisivo. Non solo non ha mai menzionato né l’inferno né il comunismo ateo, ma ha contestato esplicitamente le parole della Madonna e la sua profezia fino a ridicolizzare il Messaggio riferito  da Suor Lucia.
Infatti il contenuto centrale dell’apparizione di Fatima è stata la visione dell’orrore dell’Inferno mostrato ai pastorelli. Per questo la Madonna è apparsa: ha espresso il suo accorato dolore perché tantissime anime si perdono, sprofondano laggiù; ha messo in guardia dall’avvento del comunismo ateo (che infatti pochi mesi dopo prese il potere in Russia) ha chieso conversione e penitenza per scongiurare la perdizione eterna e le catastrofi che la scelta del male attira sull’umanità e sul mondo.
Ebbene: Bergoglio è andato a Fatima a ribaltare tutto.
Ha sostenuto che si commette una “grande ingiustizia contro Dio e la sua grazie quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio” perché bisogna “anteporre che sono perdonati dalla sua misericordia. Ripete: dobbiamo anteporre la misericordia al Giudizio. ...”

- Lorenzo Bertocchi, Il Papa a Fatima, rilegge la Madonna, da La Nuova Bussola Quotidiana, 13.05.2017

- Radio Spada, La reinvenzione di Fatima e dei suoi contenuti escatologici" del 14.05.2017

- Roberto de Mattei, 13 Maggio, papa Francesco reinterpreta Fatima, da il Foglio del 14.05.2017 via Corrispondenza Romana

- Riccardo Cascioli, Quale Madonna di Fatima?, da La Nuova Bussola Quotidiana, 14.05.2017.
"...«Quale Maria?», chiedeva venerdì sera il Papa nel suo discorso pronunciato a Fatima prima della benedizione delle candele, nella cappella delle apparizioni.  «Quale Maria?», si è chiesto per dare una risposta che – come spesso accade – divide i cattolici in buoni (pochi) e cattivi (la stragrande maggioranza). Ma «quale Maria?» e soprattutto «quale Madonna di Fatima?», si sono chiesti anche tantissimi cattolici, dopo aver ascoltato la personale interpretazione di papa Francesco a proposito degli eventi accaduti a Cova da Iria giusto cento anni fa. Nel discorso del Papa infatti non c’è traccia di invito alla conversione, di penitenza, di sacrificio per la riparazione dei peccati, della visione dell’inferno, di conseguenze storiche del peccato (eh sì che le guerre continuano e il comunismo non smette di propagare le sue nefaste conseguenze, anche all’interno della Chiesa). 
E qui il problema non è l’interpretazione, è il fatto. Può piacere o meno, ma i pastorelli hanno avuto la visione orribile dell’Inferno, Francesco e Giacinta – ieri canonizzati – su richiesta della Madonna hanno liberamente offerto la loro vita e le loro sofferenze per i peccatori,.."
Solo al Regina Caeli della domenica 14 maggio 17, il Santo Padre, forse suggerito dai collaboratori che si sono accorti di come il Papa abbia ignorato pervicacemente il vero messaggio di Fatima, ha parlato
dell'attuale necessità della preghiera e della penitenza.
"A Fatima la Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia, quali depositari del suo messaggio. Questi fanciulli lo hanno accolto degnamente, così da essere riconosciuti come testimoni affidabili delle apparizioni, e diventando modelli di vita cristiana. Con la canonizzazione di Francesco e Giacinta, ho voluto proporre a tutta la Chiesa il loro esempio di adesione a Cristo e di testimonianza evangelica e anche ho voluto proporre a tutta la Chiesa di avere cura dei bambini. La loro santità non è conseguenza delle apparizioni, ma della fedeltà e dell’ardore con cui essi hanno corrisposto al privilegio ricevuto di poter vedere la Vergine Maria. Dopo l’incontro con la “bella Signora” - così la chiamavano -, essi recitavano frequentemente il Rosario, facevano penitenza e offrivano sacrifici per ottenere la fine della guerra e per le anime più bisognose della divina misericordia.
E anche oggi c’è tanto bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la grazia della conversione, per implorare la fine di tante guerre che sono dappertutto nel mondo e che si allargano sempre di più, come pure la fine degli assurdi conflitti grandi e piccoli, che sfigurano il volto dell’umanità.
Lasciamoci guidare dalla luce che viene da Fatima. Il Cuore Immacolato di Maria sia sempre il nostro rifugio, la nostra consolazione e la via che ci conduce a Cristo." (da Vatican .va)

 blog.messainlatino.it/2017/05/rassegna-stampa-sulla-banalizzazione-di.html


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