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venerdì 5 maggio 2017

Beata Vergine dell'Adorazione

Beata Vergine dell'Adorazione

Fivizzano. Un’umile donna di nome Margherita, detta Caugliana dal paese d’origine del marito, vive la sua vita semplice e ordinaria di mamma di famiglia e di sposa, quando improvvisamente si ammala. Si pensa ad una di quelle solite malattie dalle quali ben presto ci si rimette, ma passano i giorni, le settimane e Margherita non accenna a migliorare. I medici non sanno stabilire la natura dell’infermità; le cure non approdano a nulla. L’ammalata giace immobile nel suo letto senza speranza di poter riacquistare le forze e di potersi rialzare.
La vicenda suscita profonda pietà; ovunque si parla di lei, del suo caso infelice, ed inizia un lungo pellegrinaggio di gente che viene a salutare e confortare la povera inferma. Poi, a poco a poco subentra l’assuefazione e l’indifferenza. La speranza della guarigione si allontana, le visite si fanno sempre meno frequenti. Solo qualche comare del vicinato e qualche conoscente affezionato vengono a tenerle compagnia e a prestarle qualche servizio. Il mondo continua il suo ritmo di vita e Margherita è sempre presente a se stessa, conscia del suo dolore e del suo stato infelice. Dal letto delle sue sofferenze prega e spera.
Dopo diciotto anni di questa infermità e solitudine, giunge alle orecchie di Margherita la notizia che a Reggio Emilia, in una località deserta, chiamata “La Ghiara”, si venera un’Immagine della Madonna che dispensa grazie e favori straordinari. La fiducia dell’inferma si rianima; è certa che la Madonna farà anche a lei la grazia. Da quel momento si rianima e cresce in lei la fiducia.

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