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martedì 7 marzo 2017

“La fede cristiana non parla di immortalità dell’anima”. Così affermava Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, almeno fino alle ore 16.30 di ieri. Oggi non lo dice più. Quella frase è sparita. Resta peraltro, sul portale della diocesi ambrosiana, un articolo che è comunque un ignobile polpettone dove si trova di tutto, salvo un minimo di Dottrina e di Fede. Gli uomini si distinguono anche nel saper riconoscere i propri errori, non nel cancellarli di soppiatto.
di Paolo Deotto
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Sento il dovere di fare i miei più sentiti complimenti alla curia milanese, abilissima nei giochi di prestigio. Una delle frasi evidenziate (forse la più pesante) nell’articolo pubblicato ieri, “Dj Fabo. La diocesi ambrosiana celebra il suicidio” è sparita. Non c’è più. Cosa diceva la frase misteriosamente evaporata? Una pinzillacchera: “La fede cristiana non parla di immortalità dell’anima”.
Dato che l’esperienza e gli anni a qualcosa servono, non mi ero limitato a riportare la frase – che ha ovviamente suscitato un inevitabile scandalo – e a linkare la pagina del portale della diocesi di Milano. Con il semplicissimo programmino che si chiama “strumento di cattura” (di menù su Windows 7 e, presumo, anche sulle versioni successive) avevo fatto quello che una volta si sarebbe chiamato il “ritaglio”, riportando così in calce all’articolo il testo del portale della diocesi. Praticamente è una fotocopia.
La semplicissima operazione avveniva attorno alle ore 16.30 di ieri, lunedì 6 marzo. Oggi, martedì 7, un amico mi ha segnalato che il testo di Paolo Martinelli era stato “ritoccato”. E infatti, come potete vedere in calce (riporto il testo di ieri e quello di oggi), una frase è sparita. “La fede cristiana non parla di immortalità dell’anima” non compare più.
È utile specificare anche un’altra cosa: il contenuto dell’articolo di Paolo Martinelli era stato anche segnalato dal lettore Aurelio, con un commento (5 marzo 2017, ore 20.11) in calce all’articolo “No a un inferno terreno per un inferno eterno?”. Ecco il commento, che peraltro potete rivedere scorrendo l’articolo sopra linkato:
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Complimenti. Emuli dei funzionari del Ministero della Verità che, nel romanzo di Orwell “1984” si occupava di propaganda e informazione, i solerti compilatori del sito diocesano modificano il passato. La frase scandalosa? Mai esistita.
Per fortuna esistono i “ritagli” di stampa o i programmi come lo “strumento di cattura” e così la presa in giro, per non dire di peggio, diventa un po’ più difficile.
Due sole considerazioni:
  • l’articolo è un polpettone di buonismo e paganesimo, e i solerti censori, se già volevano darsi da fare, avrebbe operato meglio cancellando tutto.
  • Una volta esisteva una dote che si chiamava “virilità”, che distingueva coloro che si comportavano da uomini e non da quaquaraqua. Ebbene, tali rari individui erano anche capaci di dire: “Signori, ho detto (o fatto) una castroneria. Chiedo scusa e mi correggo”. Non si rifugiavano in piccole e penose falsificazioni del passato.
Già, parliamo di “uomini”. Merce sempre più rara. Coraggio e dignità si schiacciano sotto i tacchi del dialogo serrato con il mondo. Glissons.
Ecco i due testi a confronto: il primo esisteva ieri (ricordiamo che le sottolineature in rosso sono nostre), il secondo è il testo riveduto e corretto. La freccetta rossa nel secondo testo indica il punto in cui è avvenuta la magica sparizione.

https://www.riscossacristiana.it/limmortalita-dellanima-la-curia-milanese-e-i-giochi-di-prestigio-di-paolo-deotto/

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